Allontanarsi, partire, trasferirsi… tornare.
Andar via dalla citta’ in cui sono cresciuto, per la seconda volta:
la prima e’ stata molto tempo fa, per studiare; una piccola avventura, ed una grande liberazione, l’inizio dell’eta’ adulta, la crescita.
Imparare ad arrangiarsi, a contare su se’ stessi… eppure avendo a che fare con gli altri. Condividere, compromessi, accordi.
Ma e’ una rivoluzione a meta’, un transito temporaneo… la distanza non e’ molta, e il distacco solo parziale; il ritorno frequente, gli amici “veri”, gli affetti “veri”, le passioni “vere”, la Musica: tutto e’ rimasto “a casa”, nel posto dove ogni weekend ritorno.
Finiti gli studi, missione compiuta. Si lascia quel luogo matrigno e mai totalmente assimilato…
Fino alla seconda partenza: quella per lavoro, quella “vera”.
E pure qui i dettagli si ripropongono: vita condivisa, distanza simile anche se in altra direzione, la Musica rimane dov’e', e con essa il motivo del periodico ritorno, di un cordone che si allunga, si assottiglia sfilacciato… ma non si interrompe.
Ma con alcuni vantaggi: la voglia di integrarsi davvero, e l’indipendenza economica. Fondamentale.
Distanza.
Distanza da la’, “quando sono qui” (piu’ raramente il contrario), i frequenti viaggi altrove, la voglia di girare vedere e vivere ambienti diversi, i contatti con persone speciali in tanti luoghi… fino a quando non ha piu’ senso “essere qui/essere la’”.
Non so piu’ con sicurezza se appartengo al “qui” o ad altro luogo. Vorrei poter dire che appartengo solo a me stesso e luoghi interiori… ma non sarebbe del tutto vero. Significherebbe che vivrei dove e come ho sempre desiderato, il che non e’ ancora reale.
Comincio a non essere piu’ sicuro dei miei obiettivi, il fine ultimo, il sogno nel cassetto.
Quando si cambia vita e si impara a godersi il viaggio, piu’ che la smania della meta… si finisce per smarrire l’obiettivo (anche se si vive infinitamente meglio).
E la distanza diviene parte integrante della propria vita, ci si affeziona ad essa. E’ un limite, un ostacolo, un gradino, una fatica in piu’… ma anche una scusa, un pretesto, un alibi. Persino un prezioso alleato.
“mi spiace tesoro, siamo troppo distanti“
“non ho intenzione di buttarmi fino in fondo in una relazione a distanza“.
Distanza e’ la chiave, tutto inizia e finisce li’. E per ora fa comodo.